Papaya: il “frutto degli angeli”

Mantiene la pelle giovane, conferisce ai capelli un aspetto sano e vitale, rafforza il sistema immunitario.

No, non stiamo parlando del leggendario elisir dell’eterna giovinezza, ma di un frutto tropicale coltivato da secoli… La papaya!

Originaria del Messico, veniva apprezzata dai Maya già 4000 anni fa.
Ma la storia della sua diffusione mondiale inizia molto più tardi: nel 1500 gli spagnoli trasportarono i suoi semi a Panama e nella Repubblica Dominicana. Nel secolo successivo furono sempre gli spagnoli, insieme ai portoghesi, a diffondere la sua coltivazione in Oriente: Filippine, Malesia ed India poterono presto godere delle sue proprietà benefiche.

Oggi la papaya è coltivata in tutte le regioni tropicali e sub-tropicali del pianeta. Se vi trovate in Borneo (ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale) potete tranquillamente schiacciare un pisolino all’ombra di questa pianta: le foglie sono infatti di grandi dimensioni, raggiungendo una lunghezza compresa fra 40 e 70 centimetri.

Nonostante i frutti possano pesare fino a 9 kg, la pianta si presenta come un arbusto dal fusto sottile, che può arrivare fino a 10 metri d’altezza.

Le sue proprietà sono innumerevoli: oltre ad avere un effetto anti-age grazie agli antiossidanti, favorisce la digestione ed il transito intestinale. Dite che è per questo che nell’area caraibica viene ancora oggi chiamata “frutto degli angeli”?
Viene inoltre usata in diversi integratori per il suo contenuto di vitamine e minerali come potassio, zinco e magnesio, che donano energia ed aiutano a combattere la stanchezza.

Grazie al suo sapore dolce, succoso e rinfrescante è molto apprezzata da umani e non!
I nostri cugini alla lontana infatti vanno ghiotti di papaya: si pensa che le scimmie riconoscano il valore medicinale di questo frutto e delle sue foglie, di cui si cibano.

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